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Pancakes al latticello

Eravamo seduti in cucina, nella nuova casa dove ci eravamo trasferiti da pochi giorni
quando mio padre disse: “questa settimana partiremo per l’America”.
Era il 1982 con i miei quasi 6 anni, un fratello di 8, mia madre incinta di tre mesi.
Cucinalkemika pancakes al latticello
L’aereo per Boston, le valigie, il caldo, l’accoglienza di notte, la stanchezza davanti ad una minestra di patate arancioni che scambiai per carote e poi il buio fino all’indomani quando io e mio fratello ci ritrovammo soli nella casa di legno della zia di nostro padre.
Al piano di sotto, sul tavolo, due enormi tazze, il latte, una scatola di cereali, colori a cera e un album.
 Ci sedemmo sulla soglia della porta in veranda, davanti a noi un giardino molto curato.
Io: Allora… questa è davvero l’America
Lui (col tono da grande): Sì
Io: che facciamo adesso?
Lui: non lo so, scappiamo, così imparano a lasciarci soli.
Arrivò un uomo dai capelli bianchi, ci prese per mano e ci portò in un negozio poco distante:
enormi scaffali colmi di buste e confezioni colorate, ci chiese di indicare quali desiderassimo e ne uscimmo con due sacchetti pieni.
Il nostro primo giorno trascorse mangiando fili di liquirizia rossa e caramelle come compresse farmaceutiche fluorescenti.
Tutto sommato l’idea di scappare poteva anche aspettare.

Seguirono più di 20 di giorni così, fatti di corse e docce col tubo in giardino tra scoiattoli e tartarughe, gite in barca, visite, città , paesi, boschi, lunghi viaggi in auto, ristoranti di ogni genere, grandi centri commerciali e piccoli negozi, zoo, amici, cibo sconosciuto.

Tutto aveva una dimensione immensa, più grande e colorata di quello che gli occhi di un bambino potessero contenere e controllare.

Al nostro rientro per giorni interi e poi per anni sfogliammo le centinaia di foto scattate in quella vacanza, si iniziava sempre da quelle nuvole rosa riprese dall’aereo e non si riusciva mai a terminare, perché ogni immagine ci trascinava in un racconto dove vinceva chi ricordava più dettagli.

Persino quando molti mesi più tardi arrivò nostro fratello, io sfilai da quell’album una foto di mia madre come prova e gridai: “Guarda, c’eri anche tu in America!”

I miei ricordi si sono consolidati grazie a quelle fotografie, per questo motivo credo che le parole del vicepresidente di Google, Vinton Cerf,(tradotto qui), riescano a descrivere perfettamente quanto sia importante oggi diventare consapevoli del concetto di “preservazione del digitale” per permettere alla nostra memoria di conservarsi a lungo.

Cucinalkemika pancakes al latticello

Pancakes al latticello

Cucinalkemika pancakes al latticello
140 g di farina 00
2 cucchiai di zucchero
1 uovo
un pizzico di sale
1/2 cucchiaino di lievito per dolci vanigliato
1/4 di cucchiaino di bicarbonato di sodio
250 g di latticello(*)
40 g di burro fuso
Poco burro per ungere il pentolino
sciroppo d’acero
zucchero a velo
In una ciotola unite la farina, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato di sodio e il sale.
In un’altra ciotola amalgamate insieme il latticello, l’uovo e il burro fuso. Versate questo composto liquido su quello con la farina e non mescolate tanto, non importa se ci saranno grumi, sarà salva la leggerezza dei pancakes.
Scaldate poco burro in una piccolo pentolino antiaderente e quando sarà ben caldo, versate mezzo mestolo di pastella. Quando al centro si saranno formate delle grandi bolle, giratelo e lasciate cuocere ancora dall’altro lato finché diventerà di un bel colore dorato. Servite i pancakes bagnandoli con lo sciroppo d’acero e una spolverata di zucchero a velo e consumateli immediatamente.

(*) Il Latticello: si ottiene preparando il burro in casa. Si può sostituire preparandolo mezz’ora prima di usarlo e mescolando insieme tre parti di yogurt magro (in questo caso 180 g) con una di latte (70 ml) e aggiungendo un cucchiaio raso di succo di limone.

Smoothie di mirtilli

cucinalkemika Smoothie di mirtilli
4 cucchiai di mirtilli
il succo di un pompelmo
1 lime
1 cucchiaio di sciroppo di agave (o altro dolcificante)
Lavate i mirtilli e frullateli con il succo di pompelmo e il succo di lime.
Aggiungete il dolcificante e frullate ancora. Filtrate e servite.

Cucinalkemika

Mi chiamo Annarita e sono una bibliotecaria. Amo il cibo e mi piace documentarlo attraverso la scrittura e la fotografia. Da questo amore è nato il mio blog “Cucinalkemika – Laboratorio di pensieri tramutati in cibo“, un diario di sperimentazioni in cui ogni ricetta scaturisce da un ricordo, da un’emozione o da uno spaccato della mia vita.

This Post Has 2 Comments
  1. No ma che meraviglia!
    Mi hai teletrasportato in America, tra scoiattoli, caramelle colorate e ricordi di vita vissuta davvero!
    Grazie! 🙂

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